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Per i prossimi cinque anni, risorse garantite ai Centri di Servizio per il Volontariato.

Il 23 giugno 2010 è stato firmato a Roma, presso la sede dell’ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), l’Accordo Nazionale tra ACRI, Forum del Terzo Settore, Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore, ConVol-Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato, Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione e CSVnet.
In relazione alla necessità di stabilizzare il flusso delle risorse a disposizione dei fondi speciali per il volontariato ex art. 15 L. 266/91 e riequilibrare la distribuzione regionale di tali accantonamenti, si è ritenuto utile valorizzare le risorse riservate al sostegno alla progettazione sociale delle OdV.
Di fatto, nel quadro di una più complessa crisi economica che ha portato ad una notevole riduzione delle risorse per i soggetti del volontariato, l’accordo permette una stabilizzazione delle risorse per il CSV per i prossimi sei anni, 2011 – 2016, pari a 65 mln di € nel 2011 e 60 mln di € per i successivi 5 anni, di cui una parte destinata alla progettazione sociale (15-11 mln di € annui) e una quota decrescente da 49 a 46 milioni utilizzabile dai Centri per i servizi.
L’accordo prevede l’impegno delle parti ad attivare azioni congiunte per la definizione del fabbisogno delle risorse dei vari CSV per un’equilibrata ripartizione regionale; per la prima volta infatti quasi la totalità delle fondazioni si è impegnata a destinare metà dell’1/15 (parte di bilancio destinato al volontariato) nel proprio territorio e l’altra metà in un’altra regione, per mitigare la sperequazione attuale e ridurre le differenze tra i fondi regionali. In Piemonte i CSV, che avevano da tempo sviluppato un’organizzazione decisamente ampia e strutturata, assisteranno di fatto ad una decisa riduzione delle risorse, che potrebbe andare a discapito dell’ampia gamma di servizi normalmente erogati dai Centri a sostegno della concreta attività delle OdV.
Per il sistema piemontese ad esempio, abituato ad avere sostanziosi finanziamenti da due grandi fondazioni torinesi (CRT e Compagnia San Paolo), l’accordo comporterà una stabilizzazione dei fondi a circa 1 milione di euro. Una delle critiche mosse all’accordo è rivolta a tutelare, in particolare, le piccole associazioni di volontariato che, di fatto, sono le realtà che più si affidano ai CSV per la loro sussistenza; i Centri dovranno infatti ridurre drasticamente i costi di struttura e l’erogazione di servizi.
In sintesi quindi per i prossimi cinque anni, al di là degli andamenti del mercato finanziario che determinano gli utili delle Fondazioni di origine bancaria, i CSV, e la Fondazione per il Sud, continueranno a ricevere risorse garantite e continuative ma con non pochi sacrifici.


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